Lavoro… utopia…

Un annuncio “tipo”, di quelli che leggo a quintali tra giornali e siti internet… “XXX spa Filiale di XXX ricerca con urgenza n° 1 impiegato/a amministrativo per azienda settore conciario di XXX. Richiesta anche minima esperienza in prima nota contabile, liquidazione iva e registrazioni fatture. E’ preferibile la provenienza da studi commercialisti o commerciali. Eta’ richiesta max 25 anni. Le ricerche sono rivolte a candidati dell’uno e dell’altro sesso ai sensi delle L. 903/77 e L. 125/91.”

Adesso, mi dovete dire per i trentenni, i quarantenni e gli altri cristi che sono disoccupati, a che santo si devono votare per avere un lavoro? Chiedete esperienza e età da apprendistato, perché volete la botte piena, la moglie ubriaca e il portafoglio gonfio… Volete anche un VAFFA???

“L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”

Art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, comma 1.

Con buona pace dei padri costituenti, questo comma ha perso molto della sua sontuosità. In questo nuovo millennio il lavoro non è più un fondamento importante, i diritti non si possono più mantenere, i doveri aumentano, le retribuzioni scendono, i guadagni dei cosidetti padroni aumentano.

Si va verso uno strano concetto, a mio avviso, di futuro: meno libertà, più sicurezza. Se rinunci ai diritti di lavoro, ti dò il lavoro e quindi uno stipendio. Se rinunci a un po’ della tua libertà personale, ti dò sicurezza nel tuo girovagare nel mondo…

Roma caput… stop!

Inevitabilmente il pensiero e il riferimento è a quanto accaduto a Roma, nello scorso fine settimana. Una manifestazione PACIFICA è stata totalmente deviata e traviata dal solito branco di idioti.

Un evento annunciato da tempo… un percorso comunicato… perché non è stato messo in campo quando dovuto?

Ma soprattutto, perché è stato permesso che questi personaggi si infiltrassero tra i manifestanti, senza una preventiva reazione, ma soprattutto permettendo di mettere un pezzo della Capitale a ferro e fuoco? Un clone di “Genova 2001″…

Piena solidarietà ai manifestanti, pacifici e rispettosi… e alle centinaia di poliziotti, carabinieri e chi altro, tra le forze dell’ordine, era lì a “difesa”.

Ma uno Stato, a prescindere dal colore politico che in quel momento governa, deve garantire che, durante una manifestazione, ci sia il rispetto delle regole, da tutte le parti.

E invece, ecco di nuovo un assalto, una guerriglia urbana… ma perché? Mi domando, da semplice italiano: perché?

C’è qualcuno che può rispondere?