Lavoro? No grazie!

1) Rispondo ad un annuncio… receptionist per una palestra… io MAI entrato in una struttura simile, sono un po’ perplesso, ma rispondo ugualmente. Facciamo un paio di colloqui, poi però chiamo e dico che non sono interessato.

2) Mi suggeriscono per un colloquio per un’agenzia assicurativa. Parlo con chi mi ha caldamente raccomandato per quel tipo di posto di lavoro e faccio presente le mie enormi perplessità sul modo, sui tipi di lavoro e su tante altre questioni che hanno sempre circondato queste tipologie lavorative. Alla fine, ringrazio di tutto cuore ma declino l’offerta.

In entrambi i casi mi sono sentito rispondere, più o meno alla stessa maniera, con questa frase: “ma se ti puoi permettere di rifiutare un lavoro, allora non hai bisogno di lavorare!”

Cominciamo a mettere i puntini sulle y. Chi mi propone queste offerte solitamente o è in pensione e si gode le sue migliaia d’euro al mese o ha un contratto a tempo indeterminato o è legato a doppia mandata a una poltrona da cui nessuno riuscirà a schiodarlo.

A tutti questi personaggi vorrei porre una semplice serie di domande: questi posti di lavoro parasubordinati/precari/sottopagati/da sfruttamento li avete mai proposti ai vostri figli/nipoti? Voi che mi illustrate fantomatici guadagni da mille e una favola, vi rendete conto che poi mi portate ad esempio gli anni ’80 e ’90 , dove si vendevano i frigoriferi agli eschimesi (con tutto il rispetto per quella popolazione) e si facevano paccate di soldi senza troppa fatica… mentre ora si fa la fame e ci si fa la guerra tra poveri per un tozzo di pane? Ma soprattutto, perché a ME propinate sempre e soltanto queste fantomatiche soluzioni lavorative? Un po’ di fantasia… e vaffancuore!!

3 thoughts on “Lavoro? No grazie!”

  1. Secondo me il problema principale è che la carenza di lavoro in Italia ha instillato l’idea che chiunque offra un posto abbia il coltello dalla parte del manico. Rifiutare un lavoro sembra che significhi che non ne hai bisogno poiché non è facile trovarne. Nei posti dove c’è molto lavoro la concezione è assai diversa…

    1. Nei fatti, però, chi ti offre un lavoro ha il coltello dalla parte del manico: si comincia con la scusante della crisi, poi arriva la disoccupazione, per approdare al discorso che il mercato è pieno di gente più affamata di te che vende l’anima per il posto che stai lasciando… E tu, che fai? Accetti il ricatto di un lavoro mal pagato, super sfruttato ma che ti da 400 euro al mese? O mandi tutti al diavolo e poi ti devi sentir dire che sei un pezzente perché rifiuti un posto di lavoro…

  2. già ma il problema è che non ci sono così tante alternative al momento, o si fa la rivoluzione o si fa la valigia e si esce dal bel paese.. quando tornerò in italia accetterò probabilmente un lavoro da 500 €.. semplicemente perchè non avrò scelta!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *