Novità politiche

Sono un po’ latitante dal mio sito/blog… lo ammetto.

Ultiimamente sto tanto tempo davanti al computer che poi non mi viene voglia di aprire una nuova scheda sul browser e star a “spippolare”…

Di certo, il mondo continua a scorrere… Come dice Gandalf il Bianco, al cospetto di Aragorn, Ghimli e Legolas… “attraverso l’acqua… e le fiamme… dal torrione più basso alla cima più alta, ho lottato con lui, il Balrog di Morgoth! Alla fine, ho abbattuto il mio nemico e ho scaraventato la sua carcassa contro il fianco della montagna. L’oscurità mi ha avvolto… e ho errato fuori dal pensiero e del tempo… le stelle compivano il loro giro e ogni giorno era lungo come una vita terrena… ma non era la fine! Ho sentito la vita in me… di nuovo… sono stato rimandato qui a terminare il mio compito. Gandalf? Siii… è così che mi chiamavano… Gandalf il Grigio… era quello il mio nome. Io sono Gandalf il Bianco, e ritorno da voi, ora, al mutare della marea.”

La marea, in Italia, è mutata… in un nero e grigio liquame di fogna. Un’analisi dice che la destra che è andata al potere ha pressoché mantenuto i suoi elettori, ma che sono stati quelli di centro e di sinistra a disertare le urne. Fatto sta, comunque, che FdI ha raggiunto la straordinaria cifra del 26% dei consensi tra gli elettori. Un numero abominevole.

E ciò che rappresentano, purtroppo, è ancora più aberrante, se letti alla luce delle loro origini, delle loro collusioni, dei loro “ideali”.

Vi riporto qui il memorabile intervento del senatore Roberto Scarpinato al Senato. E’ fedele! Da incorniciare, e da leggere con un brivido lungo la schiena!
“Noi siamo le nostre scelte On.le Meloni, e lei ha scelto da tempo da che parte stare”
“Signora Presidente del Consiglio, il 22 ottobre scorso Lei e i suoi ministri avete prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione.
Molti indici inducono a dubitare che tale giuramento sia stato sorretto da una convinta e totale condivisione dei valori della Costituzione e dell’impianto antifascista e democratico che ne costituisce l’asse portante.
Sono consapevole che nel corso della campagna elettorale, lei Signora Presidente ha testualmente dichiarato: “la destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia ormai da decenni, condannando senza ambiguità la privazione della democrazia e le infami leggi anti-ebraiche”.
Concetto che ha ribadito nelle sue dichiarazioni programmatiche.
Tuttavia lei sa bene che il fascismo non è stato solo un regime politico consegnato alla storia della prima metà del Novecento, ma è anche un’ideologia che è sopravvissuta al crollo della dittatura e all’avvento della Repubblica, assumendo le forme del neofascismo.
Un neofascismo che si è declinato anche nella costituzione di formazioni politiche variamente denominate che sin dai primi albori della Repubblica hanno chiamato a raccolta e hanno coagulato tutte le forze più reazionarie del paese per sabotare e sovvertire la Costituzione del 1948, anche con metodi violenti ed eversivi, non esitando ad allearsi in alcuni frangenti persino con la mafia.
Un neofascismo eversivo del nuovo ordine repubblicano che è stato coprotagonista della strategia della tensione attuata anche con una ininterrotta sequenza di stragi che non ha uguali nella storia di nessun altro paese europeo, e che ha vilmente falcidiato le vite di tanti cittadini innocenti, considerati carne da macello da sacrificare sull’altare dell’obiettivo politico di sabotare l’attuazione della Costituzione o peggio, di stravolgerla instaurando una repubblica presidenziale sull’onda dell’emergenza.
Ebbene non è a mio parere certamente indice di convinta adesione ai valori della Costituzione, la circostanza che Lei e la sua parte politica sino ad epoca recentissima abbiate significativamente eletto a figure di riferimento della vostra attività politica, alcuni personaggi che sono stati protagonisti del neofascismo e tra i più strenui nemici della nostra Costituzione.
Mi riferisco, ad esempio, a Pino Rauti, fondatore nel 1956 di Ordine Nuovo che non fu solo centro di cultura fascista, ma anche incubatore di idee messe poi in opera nella strategia della tensione da tanti soggetti, alcuni dei quali riconosciuti con sentenze definitive autori delle stragi neofasciste che hanno insanguinato il nostro paese, tra i quali, per citare solo alcuni esempi, mi limito a ricordare Franco Freda, Giovanni Ventura, Carlo Digilio, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tremonti, tutti gravitanti nell’area di Ordine Nuovo.
A proposito di padri nobili e di figure di riferimento, mi pare inquietante che il 14 aprile del 2022 il deputato di Fratelli di Italia Federico Mollicone abbia organizzato nella sala capitolare di questo Senato un convegno dedicato alla memoria del generale Gianadelio Maletti, capo del reparto controspionaggio del Sid negli anni ‘70, condannato con sentenza definitiva a 18 mesi di reclusione per favoreggiamento dei responsabili della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 che causò 17 morti e 88 feriti e che diede avvio al periodo stragista della strategia della tensione.
Proprio i depistaggi delle indagini posti in essere in quella strage e in tante altre stragi da personaggi come il generale Maletti, hanno garantito sino ad oggi l’impunità di mandanti ed esecutori, segnando l’impotenza dello Stato italiano a rendere giustizia alle vittime e verità al Paese.
Ebbene il deputato Mollicone ha definito il generale Maletti come un “uomo dello Stato che ha sempre osservato l’appartenenza alla divisa”.
Dinanzi a simili affermazioni, viene da chiedersi, Presidente Meloni, quale sia l’idea di Stato della sua parte politica.
Lo Stato di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino, e di tante altre figure esemplari che hanno sacrificato le loro vite per difendere la nostra Costituzione, oppure lo Stato occulto di personaggi come Maletti, traditori della Costituzione, che hanno garantito l’impunità dei mandanti eccellenti di tante stragi e dato assistenza e copertura agli esecutori neofascisti?
E mi sembrano coerenti con il suo quadro di valori di ascendenza neofascista, antinomici a quelli costituzionali, alcune significative iniziative politiche da Lei assunte nel recente passato.
Mi riferisco, ad esempio, al suo sostegno nel 2018 alla proposta di legge di abolire la legge 25 giugno 1993, n. 205 (c.d. legge Mancino) che punisce con la reclusione chi pubblicamente esalta i metodi del fascismo e le sue finalità antidemocratiche.
E ancora, a proposito della incoerenza del suo quadro di valori con quelli costituzionali, mi pare significativa la sua proposta di abrogare il reato di tortura subito dopo che tale reato fu introdotto dal legislatore il 14 luglio 2017, a seguito della sentenza di condanna del nostro paese emessa dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo per le violenze ed i pestaggi posti in essere dalle Forze di Polizia alla Scuola Diaz in occasione del G8 svoltosi nel luglio del 2001 a Genova.
La sua parte politica definì testualmente tale nuovo reato “una infamia” e lei Presidente Meloni dichiarò che il reato di tortura impediva agli agenti di fare il proprio lavoro.
Ho citato tali precedenti perché sia chiaro che non bastano né la sua presa di distanza dal Fascismo storico, né la cortese e labiale condiscendenza del neo Presidente del Senato Ignazio La Russa al discorso di apertura dei lavori del nuovo Senato della senatrice Liliana Segre, vittima della violenza fascista, per dichiarare chiusi i conti con il passato ed inaugurare una stagione di riconciliazione nazionale, che sarà possibile solo se e quando questo paese avrà piena verità per le tutte le stragi del neofascismo e quando dal vostro Pantheon politico saranno definitivamente esclusi tutti coloro che a vario titolo si resero corresponsabili di una stagione di violenza politica che costituì l’occulta prosecuzione della violenza fascista nella storia repubblicana.
Un paese che rimuove il suo passato dietro la coltre della retorica, quella retorica di stato che Leonardo Sciascia definiva il sudario dietro il quale si celano le piaghe purulente della Nazione, è un paese di democrazia incompiuta e malata, sempre esposto al pericolo di rivivere il passato rimosso.
E a questo riguardo desta viva preoccupazione la volontà da Lei ribadita di volere mettere mano alla Costituzione per instaurare una repubblica presidenziale che in un paese di democrazia fragile ed incompiuta, in un paese nel quale non esiste purtroppo un sistema di valori condivisi, potrebbe rilevarsi un abile espediente per una torsione autoritaria del nostro sistema politico, per fare rivivere il vecchio sogno fascista dell’uomo solo al comando nella moderna forma della c.d. democratura o della democrazia illiberale.
I problemi irrisolti del passato si proiettano sul futuro anche sotto altri profili che hanno una rilevanza immediata.
Può una forza politica che si appresta a governare con simili ascendenze culturali, ampiamente condivise dalle altre forze politiche della maggioranza, Lega e Forza Italia, attuare politiche che pongano fine alla crescita delle disuguaglianze e della ingiustizia sociale che affligge il nostro paese?
La risposta è negativa.
Perché questa crescita delle disuguaglianze e della ingiustizia non è frutto di un destino cinico e baro, ma il risultato di scelte politiche a lungo praticate dall’establishment di potere di questo paese che ha surrettiziamente sostituto la tavola dei valori della Costituzione con la bibbia neoliberista, i cui principi antiegualitari e antisolidaristici sono ampiamente condivisi dal grande e piccolo padronato nazionale.
Lei signora Presidente e la sua maggioranza politica non siete l’alternativa all’ establishment.
Come attesta anche la composizione della sua squadra di governo e la crescente condiscendenza dei Palazzi del potere nei confronti del suo governo, siete piuttosto il suo ultimo travestimento che nella patria del Gattopardo consente al vecchio di celarsi dietro le maschere del nuovo, creando l’illusione del cambiamento.
Voi siete stati storicamente e resterete l’espressione degli interessi del padronato.
E quanto alla sua dichiarata intenzione di mantenere una linea di fermezza contro la mafia, mi auguro che tale fermezza sia tenuta anche nei confronti della pericolosa mafia dei colletti bianchi, che va a braccetto con la corruzione, anche se mi consenta di nutrire serie perplessità al riguardo tenuto conto che il suo governo si regge sui voti di una forza politica che ha tra i suoi soci fondatori un soggetto condannato con sentenza definitiva per collusione mafiosa che mai ha rinnegato il proprio passato, e che grazie al suo rapporto privilegiato con il leader del partito, continua a mantenere tutt’oggi una autorevolezza tale da consentirgli di dettare legge nelle strategie politiche in Sicilia.
Perplessità che si accrescono tenuto conto dell’intenzione anticipata dal neo Ministro delle Giustizia di tagliare le spese per le intercettazioni, strumenti indispensabili per le indagini in tale materia, di abrogare il reato di abuso di ufficio, e di dare corso ad una serie di iniziative che hanno tutte la caratteristica di limitare i poteri di indagine della magistratura nei confronti della criminalità dei colletti bianchi.
Noi siamo le nostre scelte On.le Meloni, e lei ha scelto da tempo da che parte stare.
Certamente non dalla parte degli ultimi, non dalla parte della Costituzione e dei suoi valori di eguaglianza e di giustizia sociale, non dalla parte dei martiri della Resistenza e di coloro che per la difesa della legalità costituzionale hanno sacrificato la propria vita.”

Ciao Claudio

Dovevamo rivederci. Dovevamo tornare a sorridere insieme.

Dovevamo abbracciarci di nuovo, tutti insieme.

L’ultima volta ci siamo visti a luglio 2020, nella pausa che la pandemia ci aveva dato, con la promessa che ci saremmo rivisti appena avuti i vaccini e le restrizioni si fossero un po’ allentate.

Non ci siamo potuti rivedere…

Ora invece è tempo dei saluti e delle lacrime.

Ciao Claudio, il tuo sorriso ci mancherà tanto!

Aggiornamenti (maggio 2022)

Il tempo vola, veloce e talvolta inesorabile!

Soprattutto, negli ultimi tempi, con i diversi impegni che mi si sono accumulati, ho iniziato ad avere meno tempo per il sito. Con mio sommo dispiacere… perché in fin dei conti, qui posso ritagliarmi un angolo tutto per me, staccare un po’ quella “maledetta” spina e tentare di rilassarmi…

Seeeeeeee lallero!!

Il telefono squilla, ancora una volta, per l’ennesima domanda stupida, a cui dovrei rispondere con un ermenetico “e ‘sti cazzi??” verso il mio interlocutore, per dimostrare quanto mi possa interessare la sua domanda, frutto di una gigantesca svogliatezza nel mettersi a cercare su internet le risposte che Google ti offrirebbe… ma il procedimento prevederebbe l’accensione del cervello e la messa in moto di meccanismi di cognizione finora latenti o, peggio, volutamente spenti.

Andiamo avanti comunque… nonostante tutto… nonostante l’ipocrisia che dilaga…

La notte delle fate

E’ una notte magica, quella che state per vivere. Nel cuore di una foresta, protetto dallo scrosciare fascinoso di una cascata, il popolo fatato si è riunito per celebrare l’annuale festa del racconto.

A turno, dieci Fate, si cimenteranno nel racconto di una favola, una leggenda, una storia tipica del loro magico mondo.

Matteo Zanini ci svela così, in quarta di copertina, cosa leggeremo nel suo breve romanzo. Affascinante, cupo, riflettente. Perché fiaba o leggenda, c’è sempre un pizzico di verità e realtà, un insegnamento, bello o un po’ crudo, ma pur sempre un insegnamento.

E’ il primo racconto, il suo primo fantasy. Nonostante questo, però, il suo testo è scorrevole, ci trascina, ci incuriosisce. Pagina dopo pagina, racconto dopo racconto, arriviamo velocemente alla fine, all’ultima fata… all’ultimo precetto, all’ultima “lezione”. Il mondo fatato, poi, con l’alba, ci saluta e ci dà appuntamento alla festa successiva…

Giudizio: da leggere, assolutamente!  Si sente un po’ di timore da “opera prima”, ma nel complesso mi è piaciuto molto.

Conteggi (tanto per cazzeggiare)

Ho un’applicazione sullo smartphone Android, che mi salva in automatico il registro chiamate e gli sms, trasformandoli in email.

L’ho configurata in modo che tutto quel monte di dati finisca su una casella predisposta ad uopo.

Ieri, mentre il computer faceva la sua solita caterva di aggiornamenti, mi sono messo a far due conti. Tanto per cazzeggiare… E’ venuto fuori che nel 2020 mi sono sentito spesso con Gertrude (ovviamente nome inventato) . Tra chiamate ricevute e fatte, siamo stati al telefono per oltre 280mila secondi… fatti i calcoli, sono circa 78 ore.

Ammesso che la metà di quel tempo sia stato passato a discutere di massimi sistemi, di tette & culi (non fatemi scendere in dettagli scabrosi), di libri e di astronomia, l’altra metà è stata tutta una consulenza informatica tecnica. 39 ore. In un anno, sembrano poche, ma vi assicuro che sono interminabili (sono quasi 2 giorni ininterrotti).

Ebbene, sapete Gertrude cosa ha fatto dopo che le ho espletato i dubbi amletici sul suo notebook? Nulla. Un “grazie” e stop.

Un conto della serva senza grosse pretese farebbe risultare: 39 ore x 10 euro l’ora = 390 euro. Risparmiati.

Pensateci, quando chiamate disperati perché il computer vi si è impallato e non sapete come fare.

Pensateci seriamente: dall’altra parte c’è una persona che ferma tutto ciò che sta facendo e si concentra su di voi, per risolvere il vostro problema, che nel 90% dei casi è dovuto alla vostra ignoranza informatica, che a sua volta è dovuta alla vostra idiosincrasia per il settore informatico. Pensateci. Vi fa fatica imparare tre comandi, preferite chiamare l’amico che è bravo con i computer, salvo poi dargli una pacca sulla spalla e ciaone.

La prossima volta, però, forse non avrò tutta la disponibilità di un tempo… e mentre voi sarete a zonzo a farvi un ballino di cazzi vostri, spendendo soldi che però dite sempre di non avere, io silenzierò il cellulare e soprattutto potrei non rispondere, nel momento in cui vi arriva una mail sospetta, dove c’è scritto che un hacker vi ha beccati a guardare materiale porno e vuole un riscatto in bitcoin, pena l’azzeramento di ciò che è memorizzato sul vostro hard disk, e voi andate nel panico più totale.

Poi dite che son cattivo. Mi raccomando!

Un delirio

Cito un post che ho trovato su Facebook, circolante da qualche giorno, sul delirio che sta avvolgendo le menti.

“Dunque alla fine il regime di Draghi non ha fatto né l’obbligo vaccinale generalizzato né il certificato rafforzato per tutti i lavoratori. Invito gentilmente i lettori a prendere nota di tutti gli agenti della falsa controinformazione che fino a ieri hanno fatto credere il contrario. Ne abbiamo già parlato in diverse occasioni e questa credo sia l’ennesima dimostrazione di come questi soggetti agiscano da mantici del terrore e della paura e facciano esattamente il gioco del regime di Mario Draghi. Rovesciano addosso alle persone i peggiori scenari catastrofici e le più assurde ipotesi di deportazione dei non sierati o di irruzioni forzate nelle case delle persone per procedere alle vaccinazioni forzate. La missione di questa gente non è quella di aiutarvi a resistere, ma piuttosto è quella di spingervi a capitolare.
Veniamo ora a quanto deciso dal regime di Draghi. Prima che qualcuno inizi a strapparsi i capelli e a lasciarsi andare all’isteria dobbiamo fare alcune precisazioni. Non c’è nessuna sospensione della pensione per gli over 50 pensionati nè multe di vario tipo come qualche delinquente ha fatto credere, e anche in questo caso invito a depennare colui o coloro che hanno messo in giro queste assurde falsità. Nessuno può togliere le pensioni. Sono diritti indifferibili. A questo punto, anche nella remota ipotesi che facessero dei controlli praticamente impossibili da fare, di cosa avete timore se non ci sono sanzioni di nessuno tipo? Veniamo adesso alla estensione del certificato rafforzato per i lavoratori over 50.
Se leggiamo attentamente il testo c’è scritto in primo luogo che parte dal 15 febbraio. Successivamente viene subito detto che i dipendenti senza questo certificato verde possono, “essere sospesi per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi” rinnovabili fino al 31 marzo 2022 senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro. Prima cosa da far notare. Il fatto che abbiano fatto coincidere gli effetti della sospensione con la fine dello stato di emergenza ci fa pensare che non vogliano spingersi oltre quella data.
Ricordiamo sempre che devono esserci comunque dei controlli costanti e reiterati per verificare se il lavoratore ha questo certificato rafforzato o meno, e sappiamo che anche in molti luoghi di lavoro pubblici non chiedono nulla. Nel caso però di eventuali controlli, è possibile aggirare l’ostacolo andando nuovamente in malattia oppure prenotando l’appuntamento al centro vaccinale più in là per poi puntualmente disertarlo. Ci sono quindi spazi di manovra per aggirare queste misure. Tenete presente che sanno perfettamente che non possono continuare ancora a lungo perché si rischia la paralisi del settore pubblico, già duramente provato, a causa delle numerose assenze per malattie o ferie.
Adesso l’obbiettivo deve essere quello di arrivare fino alla data del 31 marzo perché per loro diventa estremamente difficile continuare su questa china. Tra dieci giorni le forze dell’ordine e le forze armate scendono in piazza per protestare contro il regime di Draghi. La fuga dal CdM odierno di Giancarlo Giorgetti, uno degli uomini più influenti dello stato profondo italiano, è stato il segnale che persino coloro che appartengono alla ristretta cerchia dell’uomo del Britannia iniziano a preparare un piano di fuga.
E’ stato il segnale che molti nelle stanze di Palazzo Chigi sono perfettamente consapevoli che non è più possibile proseguire così. Le crepe sul muro del regime iniziano ad essere veramente troppe e sempre più vistose. A questo punto dobbiamo continuare a fare ciò che abbiamo fatto fino ad ora. Da un lato coinvolgere la piazza e marciare assieme alle forze dell’ordine e le forze armate che vogliono liberare il Paese. Dall’altro praticare ostruzionismo ad ogni livello e impedire le inoculazioni. La dittatura mondialista voleva mettere all’angolo l’Italia, ma è l’Italia che, se tiene duro, può mettere all’angolo la dittatura mondialista. “

Uno sproloquio così intriso di stronzate non l’avevo mai letto. Con una caterva di errori e di falsità degne da Guinness dei primati!!

A chi, seriamente, prende in considerazione quelle parole, non ho altro da dire che mi vergogno per loro, per la loro ignoranza, per la loro superficialità e perché, evidentemente, non hanno avuto mai bisogno di pensare con la propria testa.

Povere bestie, mi fate proprio pena!

Harper Evans e la stella dei desideri

Una notte, ti affacci alla tua finestra e vedi uno strano bagliore bianco scendere dal cielo. Scopri che è una Stella dei Desideri, scesa dal cielo apposta per te per esaudire ogni tuo desiderio. Il povero Harper, però, non immagina cosa succederà da quel momento in poi…

Seconda pubblicazione del mio amico Luca O’Connor, stavolta rivolta ad un pubblico più giovane.

In questo volume, con una piccola punta autobiografica, si fantastica un po’ e si torna bambini, ai desideri innocenti e quelli un po’ fatti senza pensarci (e soprattutto senza considerare le successive reazioni!).

Scorrevole, li legge bene, da affinare la tecnica ma in linea di massima consigliato!

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