Stamattina, mi sono soffermato sul calendario. 29 aprile. Il tuo compleanno!
Sei arrivato a 50, dopo Alessandro, prima di me. Noi tre, amici dai tempi delle scuole medie, i tre dell’ultimo banco, il primo giorno di scuola, me lo ricordo ancora abbastanza bene, nonostante siano passati quasi 40 anni. Tu eri già arrivato, poi entrai io e mi misi a sedere a fianco a te e poi arrivò Ale, che al tempo aveva gli occhiali correttivi.
Abbiamo passato le medie insieme, studiando insieme, ma anche a bischereggiare, con te che facevi un po’ la parte dello scapestrato, i tuoi avevano un tenore di vita medio alto e ti potevi permettere giochi, il Commodore, finanche il motorino! Memorabile quella nostra prova su Via Stradella, il Sì che si pianta e all’altro ci ammazziamo!! E poi le nostre avventure alle superiori, tu al Sismondi per tentare di prendere un diploma, il al Marchi per tentare di capire di più dei computer che stavano iniziando ad affacciarsi nelle nostre realtà.
Poi tutto si è fermato, da quel maledetto incidente. Quel maledetto pomeriggio e quella maledetta moto, che tu hai voluto provare a tutti i costi, senza casco. Quella mancanza è stata fatale. Il tuo babbo e la tua mamma si sono prodigati tanto per starti vicino… la tua mamma… che ora ti guarda crescere da lassù…
Tutto si è fermato in quel giorno: ti sei fermato anche tu, hai deciso di prenderti una lunga, lunga pausa da tutti noi… ci siamo visti qualche volta quando ti portavo a fare riabilitazione a Cisanello, nei primi anni 2000, ti siamo venuti a trovare anche a casa, ci “parlavi” con i tuoi occhi spalancati, come a voler pronunciare parole che però non siamo mai stati capaci di sentire… poi io ho abbandonato quel mondo e le nostre strade si sono divise.
Eppure, passare ogni volta davanti al cancello di casa tua è come tornare indietro a quelle estati del 1988. Un’immagine statica, nella mente, che non invecchia.
Auguri Luca. Auguri per questo piccolo traguardo.
Ma gli auguri sono soprattutto che un giorno, quando vorrai, premerai di nuovo il tasto Play e riprenderai la routine di questa vita. E se vorrai, saremo di nuovo lì, con te, a bischereggiare, come abbiamo fatto tanti anni fa, nella tua grande casa, in quelle giornate soleggiate e allegre.

Ci piace la fotografia. Ci piace fermare in eterno un istante di ciò che viviamo, di ciò che vediamo, di ciò che gira intorno a noi.
Son già passati 3 anni. 36 mesi. Oltre 1000 giorni. Te ne sei andato, lontano da noi, con un brutto tentacolo che avvolgeva il tuo cervello.
E anche l’estate 2012 si può dire conclusa. Ci siamo sorbiti una discreta valangata di anticicloni africani, la consuetudine anglosassone di un nome mitologico a questo evento meteorologico, temperature da record anche questa volta, arrivando ad essere la terza estate più calda dall’inizio delle misurazioni (XIX secolo), tante speranze, poche certezze…