Nel paese di Oroskia 1

Nel paese di Oroskia, su tra i monti e le vallate, gli abitanti vivono, perfetti bifolchi beduini, ignorando e ignorati dal mondo.

I leccaterga sono la casta più importante, devoti e ubbidienti dell’Unico Padrone. La loro principale attività è accondiscendere pedissequamente a tutte le richieste dell’Unico, il monarca imperante.

Poi ci sono quellli che noi potremmo chiamare sguatteri o scudieri, servitori dei leccaterga, la casta più numerosa e più umile, a cui sono demandate tutte le incombenze, dal pulire le stalle con gli spazzolini da denti, fino alla preparazione del pranzo per l’Unico.

Tutti vivono in armonia, tranne nelle occasioni in cui l’Unico decide di uscire dal suo castello e vagare, per qualche settimana, tra le sue proprietà. Gli sguatteri e i leccaterga impazziscono, smaniosi di soddisfare le voglie dell’Unico.

Ci sono capitato per sbaglio tanti tanti tani anni fa… un pomeriggio di primavera, camminando camminando… Sembrava un gran bel posto, gli sguatteri erano cortesi, i leccaterga erano cortesi, l’Unico era cortese. Ci sono tornato diverse volte, mi hanno perfino dato la cittadinanza e il passaporto, ben lieti di avermi loro ospite, io che provenivo dai monti di sotto.

Si, il clima in  autunno e in inverno non è dei migliori, la  pioggia, la neve e il freddo sono pungenti, ma gli abitanti di Oroskia sono ben lieti di soffrire un po’, purché il loro adorato Unico Padrone sia felice. Poco importa se costui, in segreto, non ne abbia considerazione alcuna, ritenendosi infastidito da tutte quelle vocine stridule adulatorie. Ma loro, senza cervello e senza anima, sono fatti così… adoranti…

La primavera a Oroskia profuma di  rape indiane essiccate, di frutta esotica lasciata macerare nell’aceto, dei panni lavati in quello strano intruglio che loro chiamano “sciacqualaqh”, si pronuncia così, vi risparmio la trasposizione nella loro grafia! Come se noi buttassimo in lavatrice un litro di acqua di fogna, con un litro di profumo, felici poi del risultato ottenuto!

D’estate, canti gioiosi tutte le sere, bruciando nei falò le mele secche, perché così l’Unico vuole e loro eseguono obbedienti.

Che bel paese è Oroskia, dove tutti gli umani sono uguali, ma i leccaterga sono più uguali degli altri.

Vi racconterò le mie disavventure, sono sicuro che anche voi sarete invogliati a venire a visitare questo meraviglioso paese!

E siamo a fine anno

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Siamo praticamente arrivati alla fine di questo 2025.

Di già!

Un anno letteralmente volato via… con il tempo che pare esser fuggito via sulle ali di una grande aquila…

Un anno di alti e bassi, di successi e delusioni, di tradimenti e colpi bassi. Ma d’altra parte, il mondo è pieno di porci e di scrofe, animali nobilissimi che, però, nel mio caso assumono figure umanoidi di squallidi personaggi che, nella loro infima e tetra vita, intendono vivere offendendo e infangando la buona reputazione delle persone a fianco a loro, non potendo eguagliarle o, ancor più difficile, raggiungere certi livelli culturali e sociali.

Un anno di piccole conquiste e addii.

Ma si stringono forte i denti e si va avanti.

Proseguendo la linea di crescita, sempre, avanti.

Per aspera ad astra.

a’ livella

30 anni

Ebbene si, ho raggiunto la fatidica tappa di 30 anni di patente!

Correva l’anno 1995: l’anno prima, il grande salto dall’ITC Marchi all’ITC Forti, l’acquisto del mio primo computer (Olivetti) e un’intera estate passata a studiare 3 materie per un’esame di integrazione… ma quell’estate si preannunciava come l’arrivo della tanto agognata striscia rosa di carta!

Un’estate di guide, test, ancora guide, sulla Punto incidentata del mitico Angiolle! Di scorribande, con lui al fianco, per mezza provincia di Pistoia (anche se poi abbiamo sconfinato più volte, ma vabbè… lui era così!).

E sul finire di ottobre, il 25 per l’esattezza, il cuore che martellava, le mani sudaticce, lingua felpata, il terrore dell’ing. sadica che, quando si dice la fortuna!, sapevamo essere la nostra esaminatrice… faceva più morti della guerra! Si raccontava di esami estenuanti, con prove massacranti e bocciature clamorose!!

Insomma, in quella giornata di fine ottobre, nel 1995, raggiunsi finalmente quel traguardo: la patente di guida cat. B.

Quella che poi persi nel 1999, con denuncia di smarrimento, richiesta di duplicato, sempre con quel “lenzuolo” di carta rosa. Quella di plastica, arriverà anni dopo…

30 anni. Si va avanti. Olè!