Una luce in fondo al tunnel

tunnelSilvio Berlusconi va dicendo da 20 anni che taglia le tasse agli italiani, che lui è l’uomo giusto alla guida del Paese, che c’è ripresa e che possiamo farcela…

Mario Monti, in un anno e mezzo circa di governo, ha sostenuto fantomatiche riprese e ha visto la luce in fondo al tunnel un sacco di volte…

Enrico Letta, ultimo e attuale Presidente del Consiglio dei Ministri di questa derelitta Repubblica, sostiene che la ripresa è vicina…

Cosa accomuna questi tre uomini?

Oh, semplice… poche realtà…

  1. Il popolo vero, fatto di pensioni da 400 euro e fame quotidiana non sanno nemmeno dove sta di casa;
  2. Non hanno mai perso il loro posto di lavoro, ammesso che il loro si possa definire un lavoro;
  3. “Largo ai giovani”: per loro i giovani sono le persone dai 60 anni in su;
  4. Fino a 50 anni siamo tutti “choosy”, mentre a loro non dispiace affatto rimpizarsi di soldi il portafoglio ogni mese, nonostante il Paese sia ancora più allo sfascio;
  5. La luce in fondo al tunnel o è il riflesso della luna nel pozzo o un treno in galleria, in entrambi i casi si rischia sempre qualcosa;
  6. Hanno tentato di curare il malato con la stessa malattia che gli ha provocato questa incredibile paralisi pluriennale.

Non sono un liberista e non ammetto che il mercato si dia delle regole: lo Stato deve intromettersi nell’economia, deve porre dei paletti e dei limiti, altrimenti tutti i cittadini diventano esclusivamente mucche da latte… e non siamo lontani da questo scenario!

Non ammetto che le banche, banchieri, potentati e boiardi di Stato vivano sulla pelle della povera gente, con stipendi milionari quando le loro stesse imprese sono sull’orlo del fallimento… come non accetto che sia lo Stato a dover intervenire sempre e comunque: se l’Italia decide di salvare il MPS (Monte dei Paschi di Siena), si nazionalizza la banca, si salvano i piccoli risparmiatori e i correntisti, si fa causa penale e civile nei confronti di chi ha portato la banca a questa catastrofe e poi si vende il pacchetto azionario.

Non ammetto che un uomo come Cimoli, che ha fatto fallire Ferrovie dello Stato SpA e Alitalia SpA, viva con milioni di buonuscita: ti spettano 500 euro al mese, perché i danni che hai creato hanno te come responsabile (amministratore delegato).

Non ammetto che i politici (di ogni ordine e grado, dal consigliere comunale, all’assessore comunale, a quello provinciale, passato per la regione e finendo a Roma) abbiano in mente in primis i propri interessi, poi quelli dei parenti, poi quelli di amici e conoscenti e poi, se avanza, far finta di lavorare per l’Italia.

Non ammetto che si venga a sparare frottole dicendo “diamo lavoro ai giovani”: si fanno corsie preferenziali a chi è sotto 30 anni, senza un diploma, a scapito di chi ha studiato, si è fatto il famigerato mazzo per arrivare ad avere quel pezzo di carta che ora, ahimè, non è buono nemmeno come carta igienica.

La luce in fondo al tunnel, signori politici, spero sia l’avvisaglia di un treno in corsa che sta sopraggiungendo: il treno del cambiamento, che vi porti alla fame per quanto voi ci avete portato!

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