Recensione “Arbeit Macht Frei”

Il titolo potrebbe portarvi a pensare che sia la classica storia di due bambini ebrei che sopravvivono all’Olocausto.

Non è proprio così.

C’è un’amicizia forte tra due bambini, ma tra di loro c’è un grosso, grosso problema: uno è ebreo italiano, l’altro è nazista tedesco.

C’è passione, c’è suspance, c’è qualche errore (abboniamolo, è il primo libro dell’autore), ma soprattutto c’è la ricerca storica di fatti, luoghi e persone.

Ma non c’è una vera e propria fine rosea e felice.

E’ comunque un libro che porta a riflettere, che ci deve far riflettere, oggi ancora una volta, su ciò che vale il “diverso” agli occhi di noi occidentali. Che sia ebreo o islamico, bianco o nero, nord o sud del mondo.

Ci sono sentimenti che vanno oltre queste sterili classificazioni.

E questo libro ce ne da un piccolo assaggio. Da comprare e da leggere, consigliatissimo!!

Pensieri, parole, libri

img_0198Di tanto in tanto mi soffermo sul mio blog qualche minuto, guardo e riguardo un po’ tutto quello che ho scritto finora, ma poi finisco per veleggiare nel web a fare mille e altre più cose. E’ sempre così: ci sono tanti impegni e così poco tempo a disposizione!

Ultimamente però, complice il dover fare il pendolare tra casa e lavoro, ho finalmente rispolverato la mia fantastica libreria/biblioteca. Un compagno di viaggi migliore di un libro non c’è, garantisco!!

Perché in compagnia di un bel volume, quei 40 minuti di distanza tra la stazione di Pistoia e quella di Firenze Santa Maria Novella sembreranno ore, anche giorni, se il romanzo che state leggendo riesce a coinvolgervi così tanto e bene. A me succede proprio così.

Sono stanto Tiziano Terzani mentre scrive dalla sua amata Asia, oppure Robert Langdon mentre è in giro per Firenze a svelare il mistero della sparizione della maschera funebre di Dante Alighieri, ma sono stato anche il mago Potter che, divenuto adulto, deve affrontare l’adolescenza dei figli e una strana sensazione a lui tanto familiare come il dolore alla cicatrice.

I libri sono tutto questo: ci permettono di scoprire torbidi segreti e ruberie, come scrive Fittipaldi, ma anche di riflettere sul mondo che ci circonda, ostinato nel classificare bene e male solo dal punto di vista occidentale (come spiega Terzani). I libri ci permettono di capire molto bene i sacrifici della Seconda Guerra Mondiale e la lotta partigiana che ci ha poi donato una Carta Costituzionale tra le più moderne al mondo (leggasi Calamandrei).

Leggiamo, leggiamo tanto! Sfruttiamo di più il nostro cervello, i nostri momenti liberi per un libro. Stacchiamo la spina alla tv. Stacchiamo la spina a tablet e smartphone ogni settimana. Diamoci una tregua con il resto del mondo e regaliamoci un po’ di cultura e di sapere.

Vi lascio con una bellissima frase che ho carpito qualche giorno fa: «Diceva Bernardo di Chartres che noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.»

Il quinto vangelo

image_book-phpSono un po’ lunatico, si, lo ammetto. Mi piace spaziare su diversi campi, dal romanzo al saggio, dalla storia alla fantascienza.

Stavolta mi sono addentrato in un thriller un po’ particolare, quasi un fantasy.

Cosa lega la Sacra Sindone ai Vangeli ufficiali? Perché uno strano omicidio è legato ad un furto in un appartamento?

Il Sommo Pontefice, Giovanni Paolo II, sta lentamente spegnendosi, eppure dovrà essere uno dei punti chiave del romanzo.

Il Vaticano torna ad essere l’elemento cardine di un romanzo, come per Angeli & Demoni di Dan Brown. All’ombra del Cupolone si muove un universo silenzioso e oscuro, fatto di spirito e di carne, di vita e di morte, di verità e di menzogna. Le mura leonine proteggono, difendono, nascondono.

Inutile dirvi che mi è piaciuto e che ho divorato questo libro in pochi giorni!!